Credo che negli ultimi vent’anni, in tutti i ristoranti sul lago, io abbia fatto sempre la stessa domanda: “ma i capitoni ci sono ancora?” Io sono itticodipendente ed il sapore del capitone cotto al girarrosto con le foglie di alloro… beh, mi stuzzica le papille gustative! Ergo come facevo a dire no a questa prefazione? Secondo me ogni attore ha quasi il dovere di fare il pref-attore di un libro, altrimenti che attore è?
E poi questi due squilibreti dei miei conterranei, nonché miei cari amici, sono bravi attori, oltre che bravissime persone (o accoppiati o scoppiati). Abbiamo lavorato insieme diverse volte, per esempio nell’Inviato molto speciale, nel Commissario Zagaria, e in Vola Sciusciù dove hanno pure recitato in Inglese!
E qui, come avrebbe detto sicuramente il Principe, nostro grande maestro, andrebbe aperta una parente. La produzione di questo film tv era la Lux Vide di Bernabei, la regia di Joseph Sargent e, oltre ai capitoni De vita e Mancini c’erano tanti altri attori bravissimi. Ma torniamo a questo libro.
Secondo me questo Capitoni Coraggiosi è un libro divertente da leggere in spiaggia tra un bagno e l’altro, ma fa anche pensare. Come sto pensando io in questo momento, che sarebbe bello avere un amico intimo al quale raccontare tutti i chezzi e controchezzi, come dicono anche alcune celebri canzoni di grandi artisti. Però Venditti e Cocciante si devono mettere d’accordo: uno dice che certe amicizie sono come gli amori, che fanno dei giri immensi e poi riscoppiano, l’altro invece asserisce che un vero amico deve affrontare prove difficili, come uscire di notte in pigiama e prendere anche le botte…
Questo si può fare al massimo fino alla vostra età, cari Capitoni. Vi immaginate due novantenni in pigiama che fanno a botte di notte?
Alla mia età si diventa più fatalisti, oggi è passato, domani vediamo che succede. Quindi Carpe Diem, o trote diem, o meglio CAPITONI diem, secondo su quale lago ti trovi.
Ad Majora
Lino Banfi
Era il 1989, riscrivemmo uno spettacolo in fretta e furia, testo che Mimmo aveva già scritto in parte, lo rivoltammo come un calzino, e venne fuori un primo lavoro dal titolo “Non venite mangiati”.
Doveva debuttare al teatro in Trastevere, oggi diventato un cinema. E così tra decine di caratteri e personaggi trovarono vita due fratelli pugliesi a Roma, Carlo e Cosimo Capitoni che incarnavano tutta l’indolenza, la pigrizia e l’arroganza dei tipici “filosofi nullafacenti” che frequentano i bar o i circoli del meridione.
Fu una rivelazione! Il pubblico poneva sempre la stessa domanda: “ma da quanto tempo lavorate assieme?” Erano solo poche settimane.
Alcuni sketches per il teatro hanno vinto premi nazionali ma soprattutto hanno divertito, interessato e commosso chi li ha visti, da Boario terme fino a Pantelleria.